mercoledì 8 luglio 2009

Giorno 1 - 08/07/09 Skies are gonna change

In una sonnolenza intervallata da Triste Solitario y Final di Soriano mi trascino dalle 6 p.m. della partenza da Napoli fino alle 5 a.m. del checkin per Tel Aviv. Si ripassano scene e versioni, parti e battute, si insiste sui punti forti: la spontaneita, la sorpresa ad ogni domanda, questo mentre si gira per una Malpensa bellissima, con la luce dell'alba che filtra dalle vetrate.Ma poco importa tanto si sa che se vogliono sapere sanno, e allora e' quasi tutta una scena, una scena per tutti. come quando al massimod ella forma, tutti rintuzziti dai bei successi di questi giorni, due poliziotti ci chiedono dove andate. 3 o 4 controlli in tutto a Milano, in fondo non e' niente. Una dolcissima quanto superisraeliana hostess al checkin mi vede il materassino sullo zano e fa alla collega: ma no ma no(evidentemente l'altra sospettava), guardali carini, vanno in campeggio.Massimo self control per non riderle in faccia e faccia invece tutta da culo. Il volo e' quanto dire: una toscana e una marchigiana che vanno in pellegrinaggio a piedi da Acco a Gerusalemme cercano di romperci al messaggio evangelico. E noi si tace, che mica si puo' dire nulla, mica glielo si puo dire che fare del bene e' n'altra roba proprio. Non dare nell'occhio e mantenere, negli atteggiamenti come nelle opinioni, il massimo del low profile: chi mi conosce sa i costi di un'operazione del genere, per il sottoscritto. Compare anche lui, il primo, il primo dei tanti tantissimi ebrei ortodossi della giornata. Ma il primo e' speciale. Treccioline, kippah, sciarpa e cappello. Tutto c'ha sto signore de 'Roma, che sentiamo piu' volte suggerire a vari (s)fortunati sull'aereo la gloria di cio' che sta avvenendo a lui e al suo popolo.Quando mi avvicino a lui l-aereo sta planando su Tel Aviv, sotto, oltre l'edilizia violenta e garbata della citta', tracotante e composta a un tempo, si vedono distendersi le valli, la roccia che si mesce al deserto e a quella flora che profuma, pure stretta nello spazio visivo del finestrino e nella fragranza asettica dell'aria condizionata, di estremo del mediterraneo. Sono valli, lo giuro, che cantano agli occhi storie lontane, che si riallacciano all'immaginario epidermico della tradizione giudaicocristiana che c'e' nei nostri sottopelle. La poverta' come rapporto con la realta', la spiritualita' come intimo rapportarsi fra uomini, il valore anche sonoro della parola cammino, della parola percorso. Se sotto dettato di una mente innamorata come la mia o no poco importa, la sensazione di questo risveglio era autentica, dio se era autentica, era la risignificazione di una storia di parole, immagini, icone e quindi valori e sensi.(che il mio pessimo rapporto con il nuovo testamento sia ad una svolta? presto presto per dirlo). Sproloquiare non serve, quello che volevo dire l'ho detto e non faro di certo di questo spazio la tana per ogni mia piu' intima e notturna morbosita'.Ma e' mentre avviene tutto questo che l'ebreo ortodosso mi parla: li vedi quei grattacieli (immaginatevelo parlare, un ebreo ortodosso, un po' romanaccio, sui 60, grasso sudicciato e tutto agghindato come e' noto, perche' se no e' difficile)li vedi quei grattacieli -pausa- quando siamo arrivati noi qui, in Israele, non c'era niente. Siamo tornati qui -tossisce come a ristupirsi dell'assurdita' della storia, del destino, scuotendo il capo- siamo tornati qui dopo 7000 anni e abbiamo fatto tutto questo. Fra un poco, vedrai, fra un poco -mi dice- ci saranno grattacieli enormi, altissimi, molto piu alti di quelli di new york. Ogni volta che torno -mi dice- e' una gioia. Poi comincia a farmi una nomenclatura completa di ogni piccolo centro che superiamo.Intanto sale l'ansia e increduli si atterra' al ben gurion. Eilat+tourism+italy+maybepetra+Ishowyouourtops(tirando fuori carte e cartuscelle)= un po' di rimescolamento bagagli e tante tante facce storte ma siamo fuori in 10 minuti.
Sono le 2 e mezza del pomeriggio dell'8 e mia madre mi chiama e le spezzo la voce ansiosa informandola che e' andato tutto bene e proprio davanti a me passa un giovinetto in kippah ed M16.
Welcome to Israel.

Da li in poi sara' Gerusalemme, per la quale mi riservo il prossimo intervento, domani sera o dopodomani. Meno diacronico, piu' meltimpottaro, ma estremamente prudente. come merita.

1 commento:

  1. "mica si puo' dire nulla, mica glielo si puo dire che fare del bene e' n'altra roba proprio. Non dare nell'occhio e mantenere, negli atteggiamenti come nelle opinioni, il massimo del low profile"

    beh, ognuno fa come meglio crede, no?

    :) cmq, buon viaggio.

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